Ambrosianeum

Abbiamo presentato..

Lo Stato siamo tutti noi, con le scelte che compiamo ogni giorno, in famiglia, a scuola, al lavoro e nella nostra comunità. Ed è per questo che la lettura di questi ritratti rappresenta un invito, quanto mai moderno, a fare tutti la nostra parte e a essere preparati e pronti. Nonostante la limitatezza delle nostre azioni e i fallimenti che si potranno incontrare. Se vuoi saperne di più clicca QUI

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Il posto che non c'è a Berlino

“IL PORTO CHE NON C’È” fa tappa a Berlino

La mostra Il porto che non c’è di Margherita Lazzati, prodotta da Galleria L’Affiche e Ambrosianeum, sbarca a Berlino dove sarà visitabile da domenica 5 ottobre 2025, presso la Trattoria ‘A Muntagnola. L’esposizione presenta undici fotografie che documentano il destino delle imbarcazioni utilizzate dai migranti per attraversare il Mediterraneo, sequestrate dalla Guardia Costiera e successivamente trasformate in opere d’arte e strumenti musicali nei laboratori carcerari italiani. Le immagini rivelano le dimensioni reali di queste imbarcazioni da pesca, utilizzate per trasportare un numero di persone cento volte superiore alla loro capacità progettuale, offrendo una prospettiva inedita su una realtà spesso rappresentata solo attraverso i media tradizionali. Margherita Lazzati torna a Berlino dopo dodici anni ospite de ‘A Muntagnola, per testimoniare l’accoglienza rappresentata da questo luogo per oltre quarant’anni. Scopri di più

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50 Ritratti di Cattolicesimo democratico

50 Ritratti del Cattolicesimo democratico

Quali sono le radici e i princìpi fondamentali della cultura politica cattolico democratica? Chi sono le donne e gli uomini che hanno posto le basi di questo pensiero politico? Una serata dedicata al libro “50 ritratti di Cattolicesimo democratico”, curato dalla consigliera regionale del Piemonte Monica Canalis, che mette in fila i volti più significativi della politica e del pensiero di un filone culturale che ha segnato la storia della Repubblica.

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Abbiamo presentato

Tra la memoria e il presente, tra i ricordi e l’attività intensa sviluppata nel corso di un anno dedicato al centenario della nascita del priore in cui s’è raccolta una quantità inattesa di iniziative, Agostino Burberi racconta il “suo” don Milani, in queste pagine che toccano il cuore perché ci dicono quanto ancora quella vicenda sta generando nel presente e apra, senza posa, con determinazione spazi di futuro. Se vuoi saperne di più, clicca QUI.

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Dal nostro pellegrinaggio per la pace in Terra Santa. Giorno 1

Il nostro Consigliere Paolo Dell’Oca è a Gerusalemme con un gruppo di pellegrini partiti con il pellegrinaggio per la pace organizzato da Fondazione Ambrosianeum. In questi giorni condivideremo sul nostro sito qualche riflessione. Dal Dal Monte Scopus   “Perché vai a Gerusalemme?” L’alacre funzionaria della sicurezza non desiste, le risposte che le do non la convincono, probabilmente non convincerebbero neanche me. O forse sono quei timbri ucraini sul passaporto. “Lei mi parla di cultura e sociologia e arte e Rapporti sulla Città e corsi di medicina: ma allora cosa c’entra Fondazione Ambrosianeum con un pellegrinaggio?”, m’incalza, a ragione. Anche Martini quando gli fu chiesto perché avesse scelto di vivere a Gerusalemme rispose che non lo sapeva. E mica lo dico io, lo scrive il promotore di questo viaggio, Marco Garzonio, nel suo “Ritorno a Gerusalemme” (gradito omaggio dei tour operator della GeaWay, cui va il merito dell’organizzazione). Nel 2019 come Fondazione Ambrosianeum conducemmo con Caritas Ambrosiana e Fondazione Arché un percorso sull’accoglienza delle persone migranti rivolto ai giovani della diocesi intitolato “Un altro modo è possibile”. Quale modo? Non lo sapevamo, ma non poteva essere quello il nostro modo. Anche quello è un punto di partenza: sapere cosa non è il tuo. Per il Papa, e per ogni cristiano, tutte le guerre sono guerre civili; quelle che finiscono sui telegiornali e quelle che invece non finiscono, sembrano infinite. E allora si va a Gerusalemme perché non se ne può più di rimanere a casa, si va in Terra Santa ad ascoltare la voce di chi sa ascoltare il dolore dell’altro. Intercediamo con i nostri corpi, facciamo un passo in mezzo, per scoprire se per caso abbiamo la vocazione del seme e, insieme alle comunità che ognuno di noi ha in Lombardia, riusciremo presto o tardi o più tardi a far germogliare qualcosa. Che se scoppiasse la pace in Terra Santa, ci sarà pace in tutto il pianeta. Gerusalemme è l’ombelico del mondo, tra tre continenti e tre religioni. Siamo qua, in 18, a cercare la pace. È strano venire a cercarla qua, ma il pellegrino è, etimologicamente, colui che attraversa i campi, straniero al suo tempo e alla sua terra. Lo straniero fa cose strane, gli altri mica lo capiscono. Fa semine piccole, o almeno ci prova. Perché vai a Gerusalemme? Paolo Dell’Oca /*! elementor – v3.19.0 – 07-02-2024 */ .elementor-widget-image{text-align:center}.elementor-widget-image a{display:inline-block}.elementor-widget-image a img[src$=”.svg”]{width:48px}.elementor-widget-image img{vertical-align:middle;display:inline-block}

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