Ambrosianuem
Milano, 8 gennaio 1948. Da un’idea dell’allora Cardinale di Milano Schuster e dall’impegno di due esponenti della società civile quali Enrico Falck e Giuseppe Lazzati, nasce l’Ambrosianeum. Voluto come strumento di dialogo e incontro, voce autorevole e spazio di cultura cristiana, in un clima di entusiasmo e impegno intellettuale per la ricostruzione morale e civile del nuovo Stato, Ambrosianeum è da allora una presenza viva nel panorama culturale milanese e non solo.
La varietà del suo programma, l’eterogeneità dei temi affrontati – dalla politica alla cultura, dall’arte alle Sacre Scritture – e degli interlocutori coinvolti, nonché la capacità di coniugare la riflessione teologica con l’attenzione per i problemi più concreti della convivenza civile, fanno della Fondazione una vera e propria agorà, come la definì il cardinale Carlo Maria Martini.
Ambrosianeum opera a Milano e in Lombardia realizzando iniziative culturali anche in collaborazione con Enti e Università, nel rispetto del pluralismo e con particolare attenzione all’analisi della realtà sociale e culturale contemporanea.
Le attività della Fondazione offrono un contributo fattivo alla conoscenza della complessità del vivere oggi, premessa per quella “cittadinanza attiva” che può portare a una responsabile soluzione dei problemi.
Nel perseguimento di tali fini, Ambrosianeum promuove attività di ricerca e alta divulgazione, organizza mostre, convegni e seminari di studio, cura la pubblicazione dei relativi atti, gestisce un centro di documentazione, si fa luogo di incontro, dialogo, ricerca, perché “bene comune” e “vita buona” del Vangelo si ritrovino. Attesissimo, ogni anno a giugno, è il Rapporto sulla Città, realizzato con il contributo della Fondazione Cariplo ed edito da Franco Angeli. Da più di 20 anni il Rapporto, nato per monitorare le trasformazioni socio-culturali della città, propone i risultati di un’analisi approfondita, condotta in collaborazione con prestigiose istituzioni culturali, su un aspetto della realtà milanese di particolare interesse e attualità.
Imitato da altre realtà urbane, il Rapporto è ormai diventato un “reference book” riconosciuto a livello internazionale.
Il dono maggiore alla città di una fondazione quale Ambrosianeum è la ricchezza e bellezza della complessità,
dell’incontro tra molte tonalità che intrecciandosi tra loro costituiscono l’armonia.
Armonia di cui sono fatte la vera cultura e la vera spiritualità.
G. Ravasi
L’Ambrosianeum è stato il risveglio culturale cattolico dopo il periodo della dittatura.
Federico Falck
Quella di Ambrosianeum è un’esperienza assolutamente unica,
una grande occasione di dialogo e di confronto.
F. de Bortoli
Ambrosianeum è un luogo che sempre più diviene prezioso come piattaforma di incontro, di dialogo,
come un’agorà dove le culture, le persone possono confrontarsi liberamente, serenamente,
al di fuori di ipoteche o strumentalizzazioni politiche, o altro.
Card. Carlo Maria Martini
Guai se non ci fosse l’Ambrosianeum!
Card. Dionigi Tettamanzi
LA FONDAZIONE AMBROSIANEUM
dalla nascita ai giorni nostri
L’Ambrosianeum nasce nel 1946 – e si costituisce ufficialmente nel gennaio del 1948 – come luogo di convegno di cultura cristiana da un’idea dell’allora Cardinale di Milano, Schuster, di Enrico Falck e di Giuseppe Lazzati.
Dopo la provvisoria ospitalità presso la Biblioteca Ambrosiana, dal 1950 l’Ambrosianeum si stabilisce nella sede attuale, in via delle Ore 3, presso la decagonale cinquecentesca Rotonda disegnata da Pellegrino Pellegrini de’ Tibaldi (detto “il Pellegrini”), già utilizzata da San Carlo come scuderie.
Secondo Don Pisoni, principale animatore dell’Ambrosianeum dei primi decenni, il desiderio del Cardinale era di “…coordinare le sporadiche iniziative culturali di parte cattolica, di promuoverne altre, più vitali e conformi alle esigenze dell’ora, di suscitare stimoli nuovi attraverso élite di particolare sensibilità spirituale, portare attraverso una accurata formazione, a contatto dei settori e delle dimensioni meno esplorate e più profonde della cultura cristiana…”.
L’idea del Cardinale viene raccolta prontamente da Enrico Falck che la fa propria e si dà attivamente da fare per aggregare persone e mezzi al fine di far nascere al più presto un centro di cultura cattolica.
Il dopoguerra è un periodo duro, ma ricco di grandi speranze e di forti iniziative in campo sia religioso che laico. Il sapiente realismo di Schuster lascia un’impronta originale: a Milano non mancano, infatti, i nuclei di animazione culturale. C’è l’Università Cattolica, ad esempio, dove l’attivissimo Rettore Agostino Gemelli, tutto vorrebbe disciplinare e finalizzare all’edificazione di un’Italia cattolica e moderna. Ma ci sono anche francescani, domenicani,
gesuiti, per nulla intenzionati a rinunciare ad una loro proposta.
Anche il Seminario e la Facoltà teologica, molto hanno da dire…
L’Arcivescovo però vuole che l’iniziativa cresca vicino a sé, proprio nel perimetro del palazzo arcivescovile, esempio di convivenza dei diversi, pur nell’ortodossia della sua pastoralità.
Enrico Falck, per contro, è il più limpido esempio di generosità di una delle grandi dinastie della borghesia lombarda. Questo industriale del ferro, con la sua famiglia, mette a disposizione non solo la limpida esperienza antifascista e i mezzi indispensabili alla vita del nascente Ambrosianeum, ma apporta il senso del lavoro, la ricchezza di relazioni sociali, innovazione tecnica e razionalità economica per fornire quell’apertura internazionale che continua a dare i suoi migliori frutti anche all’attuale dimensione dell’Ambrosianeum.
L’Ambrosianeum ricorda con animo riconoscente la memoria di coloro che parteciparono alla nascita di questa straordinaria avventura: oltre ad Enrico Falck e al già citato Monsignor Ernesto Pisoni, Giorgio Balladore Pallieri, Monsignor Grazioso Ceriani, Carlo Corti, Arturo Danusso, Giuseppe Lazzati, Monsignor Giuseppe Galbiati, Monsignor Vittore Maini, Giuseppe Mosca, Umberto Padovani e padre Roberto Pozzi.
La loro impronta determina ancora oggi lo svolgersi dell’attività del centro culturale: c’è il piano del ritrovo e quello delle conferenze, strumento ordinario dell’intervento culturale.
Ma l’Ambrosianeum si fa anche, e soprattutto, ospite di enti, gruppi e movimenti che portano testimonianza di iniziative, proposte e sensibilità particolari, spazianti da arte, musica, spettacolo alla teologia (con una vera e propria scuola universitaria di teologia per laici), alle scienze sociali, all’umanistica tradizionale.
Così come gli episcopati dei Cardinali Schuster, Montini, Colombo, Martini, fino a Tettamanzi, sono segnati da eventi che hanno fatto la storia dell’Italia e di Milano dal dopoguerra ai giorni nostri: la ricostruzione, la crescita economica, il Concilio Vaticano II, il processo di secolarizzazione, il consumismo, la contestazione, il terrorismo, il crollo del blocco sovietico, le vicende dell’inchiesta “Mani pulite”, il fenomeno della globalizzazione e l’attuale crisi degli assetti di potere tradizionali… Così le presidenze che si alternano in Ambrosianeum riflettono le analoghe stagioni della vita religiosa, culturale e politica della metropoli lombarda.
Falck (1948-1953) si impegna per ricostruire un clima favorevole alla formazione di persone che vogliano battere strade diverse da un ritorno alla realtà dittatoriale e agli orrori della guerra; Monsignor Pisoni (1953-1956) introduce in Ambrosianeum una particolare e modernissima attenzione per cinema e teatro; Calderini (1957- 1969) interpreta i tempi del Concilio e delle incertezze successive; Corna Pellegrini (1969-1970) vive la stagione della contestazione; Ancarani (1971-1998) percorre i giorni del confronto fra le diverse culture che animano la città; Garzonio (1999-2023), recupera l’essenza della tradizione e rigenera l’impegno con il presente, passando il testimone, nel 2023, a Fabio Pizzul, l’attuale Presidente.
L’Ambrosianeum di oggi raccoglie una sfida non meno impegnativa di quella del 1948: si deve “ricostruire” la città, nel senso di un’anima che è stata compromessa da cambiamenti imperiosi, dal tradimento dei maggiori responsabili del bene comune, dallo smarrimento inconsapevole della responsabilità individuale nei confronti della collettività…
Non è dunque venuta meno la necessità dell’impegno culturale “cristiano”, piuttosto si sono modificate le modalità con cui intervenire nel vivo delle tensioni e dei dibattiti che animano la comunità civile e religiosa milanese.
L’Ambrosianeum continua a coniugare la riflessione teologica con l’attenzione per i problemi più concreti della convivenza civile: prepara culturalmente in corsi e dibattiti i laici cristiani a prendere su di sé la responsabilità di un’azione incisiva e cosciente nella società; contribuisce a formare uomini capaci di reggere il confronto con le trasformazioni.
Fra il cattolicesimo battagliero di Monsignor Pisoni, le prospettive “audacemente moderate” di Falck, la tensione delle mediazioni culturali delle varie presidenze, le differenze di stile e di azione ci sono, ma rimangono secondarie rispetto alla fedeltà ad una missione di confronto che si è mantenuta viva ed integra sin dalla fondazione dell’Ambrosianeum.
Per qualunque approfondimento sulla storia dell’Ambrosianeum, si rimanda a:
AMBROSIANEUM
Cinquant’anni di impegno culturale a Milano
Autore: Daniele Bardelli
Prefazione: Giorgio Rumi
Edizione: FRANCOANGELI – Il Punto
I CINQUANT’ANNI DELL’AMBROSIANEUM 1948-1998
Società civile e società religiosa a Milano nella seconda metà del Novecento
A cura di: Alberto Falck
Scritti di: C.M. Martini, G. Ancarani, A. Buratti Mazzotta, G. Caccia Dominioni,
L. Caccia Dominioni, A. Falck, E. Pisoni
Edizione: FRANCOANGELI – Il Punto
I due volumi sono stati raccolti in un cofanetto in occasione della ricorrenza del cinquantennio dell’Ambrosianeum.
